L’appetito vien mangiando

Altra grande impresa portata a termine dall’inossidabile Elio che Venerdì 24 Giugno ha conquistato il suo 3° Everesting.

Il giro è partito alle 04:45 della mattina di Giovedì 23 insieme a Piero Colombo e Tiziano Maggioni, l’obiettivo era di fare un percorso con 7.000 m di dislivello.

Salita a Ballabio, Culmine di San Pietro per raggiungere la Val Brembana. Dopo di che Passo san Marco, l’ottavo della stagione per Elio, di cui uno in notturna.

Ridiscesa ancora dallo stesso versante fino a Olmo al Brembo per attaccare l’impegnativa salita del Monte Avaro.

Nuovamente in discesa fino a Piazza Brembana, veloce pausa pranzo al bar della stazione e ripartenza per la 4ª salita a Foppolo, lunga circa 23 km e abbastanza pedalabile.

Inversione di marcia per andare a affrontare l’inedita salita verso i Laghi Gemelli a 1650 m, lunga circa 13 km di cui gli ultimi 4 molto impegnativi con pendenze sempre in doppia cifra.

Nel frattempo il cielo sereno della mattina comincia a coprirsi di nuvole minacciose. Picchiata frettolosa a San Giovanni Bianco per ripetere la Val Taleggio e la Culmine per il rientro a casa dalla Valsassina. Piero e Tiziano sono già sulla strada di casa da Foppolo, conoscendo l’elemento gli hanno prestato una luce supplementare per un eventuale rientro in notturna.

La situazione meteo è già compromessa, in val Taleggio sta già scendendo un pioggerella ancora accettabile che a Vedeseta si trasforma in temporale.

Il negozio di alimentari a Vedeseta è provvidenziale per potersi rifocillare con una fetta di torta al limone e una coca nonché per poter acquistare un impermeabile con gli ultimi ritrovati in termini di materiali idrorepellenti, gentilmente donato dal proprietario.

L’ultimo tratto di salita al passo è andato via veloce nonostante la pioggia battente. Discesa in Valsassina e a Lecco senza particolari problemi, la pioggia è diminuita per scatenarsi in un violento temporale sulla salita finale della Galbiate.

Rientro a casa, doccia e passaggio nella sede del Pedale Galbiatese per festeggiare il compleanno di Matteo. Tra una fetta di torta e un bicchiere di prosecco, si valuta tutti assieme il miglior percorso per fare gli ultimi 130 km e i 3000 m di dislivello mancanti per completare un Everesting Roam che non è stato preventivato ma che a questo punto è un peccato lasciarsi sfuggire.

Il resto vien da sé: ripartenza alle 05:00 per salire a Morterone e ai Piani dei Resinelli:

Dopo i Resinelli svolata a sinistra per Taceno, Parlasco e Passo Agueglio.

Discesa a Varenna e rientro a Lecco per affrontare l’ultima salita al Monte Barro per la classica foto di rito a conclusione di questa straordinaria e inaspettata impresa.

Segue tappa a casa di Gianangelo, storica colonna portante del Pedale Galbiatese, per un meritato rinfresco insieme all’amico Marco.

Dopo il 1° Everesting conquistato nell’Agosto del 2020 sulla salita dei Resinelli e l’Everesting Roam del giugno scorso fatto con Sergio e Roberto, questo 3° Everesting rappresenta una ulteriore dimostrazione della forza e caparbietà di questo piccolo grande Uomo.

Ecco il link alla traccia di Strava per chi fosse interessato a ripetere il percorso: https://strava.app.link/FeD9CXFG8qb

GdL completo (2x)

Altra nuova impresa della sezione “Marathon” del Pedale Galbiatese, portata a termine mercoledì 11 Maggio 2022 da Elio Micheli, Matteo Aondio, Piero Colombo e Sandro Negri.

Partenza alle 06:00 per il 1° Giro del Lago di Como completo in senso antiorario: subito direzione Bellagio, poi Como e su per la Statale Regina. Tappa veloce a Dongo per la consueta pausa con cappuzzo e briozz.

Eccoli qua immortalati a Lecco alla fine del 1° giro:

A questo punto inversione e ripartenza con sosta a Mandello per una rapida pausa pranzo.

Qua sono in prossimità del ponte del Passo a Sorico, il punto più a Nord, ora si svolta e si comincia a scendere verso Como:

La giornata è calda e le borracce si svuotano o si scaldano in fretta.

Rispettosi addirittura del CdS fermandosi ai semafori!

Arrivati a Como l’ultimo sforzo con la parte interna del lago verso Bellagio per poi raggiungere Lecco ben prima delle 18:00, 330 km in meno di 12 ore.

Di seguito il link alla traccia Strava di Piero → LINK

Gimondi

Alla ripresa dopo 2 anni di stop forzato dovuti all’emergenza Covid, alla GF Gimondi hanno partecipato ben 7 atleti del Pedale: Danilo Crotta, Mattia Arrigoni, Riccardo Garavaglia, Rocco Marinaccio, Luca Bortesi, Riccardo Tanzi e Cristiano Bonati.

Eccoli allo stadio prima della partenza:

Liegi

L’edizione 2022 della Liegi-Bastogne-Liegi ha visto la partecipazione di 2 atleti del Pedale, Adriano Tenconi ed Elio Micheli.

In compagnia degli amici del Don Guanella, sabato 23 Aprile si sono presentati al via della manifestazione riservata agli amatori percorrendo i 256 km con ben 4300 m di dislivello in meno di 10 ore.

Entrambi sono rimasti entusiasti della atmosfera che si respirava.

Aiutati anche dal bel tempo si sono gustati tutti i km che hanno macinato e i colli che hanno scalato, ripromettendosi di ripetere l’esperienza.

Giretto di Pasqua…

Doveva essere una uscita già molto impegnativa al passo Maloja A/R partendo da Galbiate, organizzata quasi per caso da Ermes Micheli e Adriano Tenconi. Poi come si dice l’appetito vien mangiando.

La gamba che gira bene, la giornata stupenda, la strada in ottime condizioni, nessun problema con l’orario di rientro: il giro si trasforma così in una impresa quasi epica, considerato il periodo dell’anno.

In vetta sole pieno, temperature quasi miti e un po’ di aria.

Dopo la discesa a Tirano, i 2 forti atleti del Pedale Galbiatese hanno dovuto lottare contro il solito e fastidiosissimo vento contrario che li ha accompagnati fino a Lecco.

Alla fine più di 290 km con 3150 metri di dislivello, una prestazione di assoluto rilievo portata a termine solo a metà Aprile. Anche nel ciclismo non esistono più le mezze stagioni.

Cena Sociale 2021

Venerdì 19 Novembre 2021 si è svolta in Cascina don Guanella la Cena Sociale, che finalmente si è riusciti a riproporre dopo la pausa forzata nel 2020 a causa delle restrizioni Covid-19.

Presente anche Carlo Redaelli, Consigliere Provinciale della FCI.

Durante la serata sono stati premiati Elio Micheli, Sergio Menaballi e Roberto Stropeni per l’Everesting Roam portato a termine nel mese di Giugno (leggi articolo).

Everesting Roam

pedalato e scritto da Sergio Menaballi

con Elio Micheli e Roberto Stropeni

Qualcosa frulla in mente

A causa della pandemia e della sospensione di tutte le attività sportive, nel corso del 2020 l’Everesting è diventato sempre più di moda, come una valvola di sfogo per tanti sportivi, ciclisti e corridori, bisognosi di tenere vivo il loro spirito di competizione, questa volta con se stessi.

Premetto che non conoscevo bene nei dettagli il regolamento, sapevo a grandi linee che andava ripetuta una salita fino a raggiungere un dislivello complessivo di 8848 m.

Una cosa monotona che non mi entusiasmava molto, soprattutto dopo essermi ridotto a pedalare 2 mesi sui rulli durante il lockdown duro della primavera 2020: pur avendoli da anni non li avevo mai usati, anzi avevo giurato che non ci sarei mai salito perché in contraddizione con quell’ideale di libertà che per me rappresenta la bici.

Dopo l’Everesting di Elio sulla Ballabio-Resinelli di Agosto, mi sono documentato e ho scoperto che esiste anche la versione 10k e… attenzione, attenzione… la versione Roam: un percorso di almeno 400 km con 10.000 m di dislivello da completare in 36 h.

Ormai la stagione era troppo avanti per poter pensare di organizzare qualcosa, in più con l’autunno la situazione pandemica è peggiorata: arriva Novembre, nuovo lockdown, disastro, basta rulli!

In questa situazione lo sport non è certo la priorità, però egoisticamente comincio a dubitare che anche tutta la stagione 2021 sia compromessa. Siamo punto e a capo, con la differenza che c’è tutto l’inverno da passare fuori indenni.

Alla Vigilia di Natale arriva inaspettata dal Governo l’interpretazione che l’attività sportiva può essere svolta anche fuori dai confini comunali: posso allenarmi!

Comincio a macinare kilometri, voglio farmi trovare pronto quando la situazione migliorerà. Si sta già cominciando a parlare di vaccini, bisogna essere ottimisti.

Dentro di me ho già inconsciamente deciso che nel 2021 tenterò e porterò a termine un Everesting, ma è solo all’inizio di Marzo che parto a pianificare il percorso.

Lo voglio fare in totale autonomia e senza assistenza esterna: valutata la durezza estrema del cimento scelgo di pedalare su strade ben note.

Raccolgo le altimetrie di tutte le salite del circondario e poi cerco di raccordarle armonicamente in un percorso bello vario. Deve essere un percorso cattivo, deve avere una altimetria media di 2.500m ogni 100km: la possibilità di integrarlo all’interno di un giro del lago (di Como) la scarto subito, ci sarebbe troppa pianura, sforerei alla grande i 400km.

Altro problema sono i rifornimenti: senza assistenza portare cibo per 400km e vestiario per la notte appesantirebbe troppo la bici. Da cui l’idea di predisporre un percorso ad anelli, in modo da ripassare più volte da casa e viaggiare più leggeri con lo stretto necessario al completamento di quel tratto.

Il percorso è quello che poi vi descriverò durante il racconto dell’Everesting, in pratica 3 anelli con 2 passaggi a Galbiate: Valcava/Val Imagna, Valsassina, Triangolo Lariano.

Ultimo dettaglio: a che ora partire?

E’ inevitabile pedalare minimo un giorno intero, non voglio fare soste per dormire. A spanne stimo un tempo di 26÷30 ore. Opto per la mattina presto, in modo da pedalare con il caldo del giorno quando si hanno più forze e lasciare il fresco della notte alla fine. Quindi portare a termine la prova a metà mattina del giorno successivo prima che il termometro si alzi nuovamente. Partenza tra le 05:00 e le 06:00 è l’ideale. Non prima perché vorrebbe dire privarsi di importanti ore di sonno.

Prova pratica

Pianificati i percorsi decido di provarli.

Domenica 18 aprile il 1° e il 3° anello, sono la metà esatta, 200 km e 5000 m di dislivello. Non ne ho ancora parlato con nessuno.

Sabato sera mi scrive Elio: “Domani?” Gli rispondo stando sul vago: “Domani devo testare un percorso, km e soprattutto altimetria. Faccio prima Valcava e poi Bedulita, rientro da Colle Brianza e vado a fare Sormano, SuperGhisallo, Barni e tutti a casa. Parto alle 06:30”.

Vado a dormire, alla mattina mi trovo un messaggio: “Presente”.

In Valcava prendiamo la neve. Quando stiamo salendo a Sormano (tanto per cambiare sotto la pioggia perché il tempo butta sempre al bello) comincio a prendere in giro Elio: “Allora, hai capito cosa stiamo facendo?” Gli do qualche indizio di troppo imboccandogli praticamente la risposta: quando vedo il ghigno beffardo di chi si sta autoconvincendo se fare o no la cazzata, capisco che non sarò solo a farla.

Ci accordiamo nel provare l’altra metà del percorso la settimana successiva, cosa che facciamo sabato 24 aprile con il giro in Valsassina.

Dopo aver fatto correggere le tracce a Strava, ci accorgiamo di un piccolo problema: il mio Wahoo tende a sovrastimare l’altimetria di circa il 3%, mentre il Garmin di Elio la sottostima leggermente (1%).

Considerando che voglio concludere l’Everesting con la salita a Monte Barro, qui non provata, siamo dentro alla grande sia con i km che con il dislivello. Però quel minimo di ansia di concludere a 9999 m mi rimane nell’inconscio.

Ora non ci resta che pazientare in attesa di temperature più calde, meteo ottimale e soprattutto che venga tolto il coprifuoco notturno.

Rientreremmo comunque nelle 36h anche fermandoci dalle 22:00 alle 05:00, ma lo voglio fare tutto d’un fiato. Di infrangere le regole non se ne parla neppure, se lo porteremo a termine può darsi che qualche riga venga pubblicata sulla stampa locale e non ho voglia di farmi bacchettare da nessuno.

Lo faremo partendo di martedì e arrivando di mercoledì, voglio staccare 2 giorni dal lavoro, anche qua senza dire niente a nessuno.

D-Day

A inizio Giugno la Lombardia anticipa la zona bianca di una settimana rispetto alla data del 21 Giugno. Previsioni meteo ottimali, nessuna probabilità di pioggia. Luna crescente 1° quarto, peccato non averla piena.

Si parte martedì 15 Giugno alle 05:00 dalla fontanella. Si unisce con noi anche Roberto.

Anello 1: Mosquitos

Ecco il primo anello: facciamo subito la salita più impegniva del giro, la Valcava. 11 km di salita dalla deviazione di San Gottardo con gli ultimi 3 km estremamente duri con tratti al 18%.

Nell’attraversare il ponte nei pressi della diga di Olginate veniamo investiti da nuvole di moscerini che ci entrano dappertutto: nel casco, dentro la maglia, negli occhi, in bocca, nel naso.

Dopo questo spiacevole spuntino attacchiamo la salita ad andatura tranquilla, il cielo è coperto e con il fresco della mattina è gradevole pedalare. Riusciamo a parlare fino al tratto finale bello tosto, poi silenzio radio. Lo affronto con il 39-25 e arriviamo in cima verso le 06:45.

Scendiamo in Val Imagna passando da Valsecca e S.Omobono Terme, quindi risaliamo da Bedulita (2ª salita). Pedaliamo in quota portandoci a Roncola, breve sosta alla fontanella in piazzetta per ricaricare le borracce. Discesa a cannone verso Almenno San Salvatore deviando per il Barlino.

Risalendo dalla piacchiata che porta in fondo al ponticello giriamo a destra per fare l’anello di Albenza (3ª salita). E’ una frazione di Almenno San Bartolomeo che abbiamo scoperto questa primavera come salita inserita all’interno della CashBack Race, un brevetto di 20 salite organizzato dall’amico Andrea Michela a scopo benefico. Si pedala completamente fuori dal traffico e si arriva a Palazzago. Da qua ci si reimmette sulla strada che porta a Pontida. Nel frattempo il cielo si è rasserenato e il sole comincia a picchiare.

Rientriamo da Brivio puntando a Olgiate Molgora per fare il Colle Brianza (4ª salita) e tornare a Galbiate: sono le 10:00, 1ª sosta.

Oltre a mangiare qualcosa, devo montare luci e borse, caricare cibo e smanicato con manicotti per la sera.

Ripartiamo per Lecco alle 10:45.

Anello 2: La valle di lacrime

Il 2° anello rappresenta da solo il 50% di tutto il giro, 200 km spaccati e 5000 m di dislivello in lungo e in largo per la Valsassina. Dovremmo concluderlo verso ½notte, massimo la 01:00.

Appena attaccata la salita per Ballabio registriamo il primo e unico inconveniente meccanico, l’ennesima foratura per Elio.

Da quando ha la bici nuova (settembre 2020) viaggia a una media di più di una foratura al mese e la cosa non lo lascia tranquillo sui giri lunghi. Io e Roberto cominciamo a prenderlo un po’ in giro, ma Elio non è in vena di scherzare, al momento è sull’incazzato andante. Quando ripartiamo piano piano gli passa.

La prima salita ci porta a Morterone, ci arriviamo quasi in scioltezza, una leggera brezzolina non ci fa subire più di tanto il caldo.

Ritorniamo a Ballabio e attraversiamo la valle fino a Bellano passando per Portone così da guadagnare preziosi metri di altimetria. Giunti sul lago puntiamo a Varenna per fare Passo Agueglio: il vento è contrario e fastidioso. Adesso fa veramente caldo e decidiamo di non fare subito la sosta al bar ma di posticiparla a Esino, per evitare di ripartire ingolfati. Io personalmente soffro molto le alte temperature, nei primi km faccio fatica a tenere il passo di Elio e Roberto che chiacchierano tutta la salita come se niente fosse. Non apro quasi mai bocca, però mano a mano che guadagniamo quota la calura lentamente molla la presa: la breve sosta alla fonte pochi km prima di Esino è rigeneratrice. Raggiungiamo il paese verso le 15:15 e ci fermiamo come stabilito al bar: sono un po’ lunghi a servirci, Elio rimane deluso dalle dimensioni del toast ordinato.

Quando raggiungiamo passo Agueglio ci fermiamo giusto il tempo per una foto.

Scendiamo in Valsassina allungando fino a Cortenova invece che tagliare passando ancora da Portone: tanto è discesa e possiamo fare km in più quasi gratuitamente. Elio non è molto convinto e fino alla deviazione le prova tutte per farci cambiare idea.

Discesa a Bellano per la 2ª volta e poi si pedala verso Dervio per affrontare la 3ª salita, la Valvarrone. Sono da poco passate le 17:00, l’asfalto è ancora bello caldo: con regolarità superiamo i 18 km che ci separano da Premana, per fortuna ci sono tratti all’ombra nel bosco.

Manca qualche minuto alle 18:30 e intanto ci sta venendo incontro Danilo in bici per fare qualche km insieme a noi (alla fine considerando che è partito da Costa Masnaga ne farà più di 120). Noi siamo a quasi 6000 m di dislivello e a circa 230 km percorsi.

Lo troviamo a Taceno, giusto in tempo per la 2ª pausa al bar a Cortenova prima di salire ancora a Portone e scendere per la 3ª e ultima volta a Bellano: sono le 20:00.

Allo stop svolta a destra e dopo poche centinaia di metri imbocchiamo la 4ª salita, la Vendrogno-Narro. Saliamo regolari con Danilo che si diverte a fare il galletto, noi non possiamo reagire più di tanto alle sue divertenti provocazioni perché dobbiamo tenere a mano, ci aspetta ancora tutta la notte. Però il poter parlare, ridere e scherzare con una persona diversa mi ha aiutato ad arrivare in cima a Narro “quasi” senza accorgermene. Sono le 21:30 e sta cominciando a diventare fosco.

Scendiamo a cannone a Taceno e mettiamo davanti Danilo per portarci fuori dalla Valsassina, si torna a casa per la 2ª sosta. Fortunatamente non c’è la solita aria contraria che si trova sempre in valle.

La temperatura è quasi fresca, siamo di poco sopra i 20°C. A livello di condizione fisica il quadro generale è nella norma, le gambe girano come voglio io, riesco ancora a tirare i soliti rapporti abbastanza duri.

Però ci sono 2 situazioni che devo tener controllate:

  1. Probabilmente a causa del forte sbalzo termico, dal caldo estremo del primo pomeriggio al fresco della notte che sta scendendo, non riesco più a respirare a pieni polmoni. Se ci provo sento fastidio e mi viene da tossire. Mi tocca quindi inspirare meno e con più frequenza. Ogni tanto sento anche Elio tirare qualche colpo di tosse e fedele al motto “Mal comune, ½ Braulio” intuisco che la cosa forse è del tutto fisiologica e che non bisogna preoccuparsi più di tanto.
  2. Questo è un problema a me ben noto, mi capita spesso in giri lunghi e intensi che lo stomaco si chiuda impendendomi via via di mangiare. Qua il vero problema è che mancano ancora 130 km e quasi 3000 m di dislivello!

A Introbio decidiamo di fermarci in un bar del centro per un caffè al volo. Lo bevo controvoglia, mi interessano solo le calorie dello zucchero e la caffeina per la notte.

Superato Pasturo e Balisio raggiungiamo Ballabio e dopo la solita discesa a vita persa siamo subito a Lecco. La salita a Galbiate la affronto pensando a cosa poter mangiare, o meglio a cosa riuscire a spingere giù.

Salutiamo Danilo che si ferma da Elio a prendere una luce un po’ più in grazia per il rientro in solitaria a Costa Masnaga.

Sono circa le 23:10, l’appuntamento è alle 00:10 alla fontanella (la fontanella è il tradizionale punto di ritrovo per le uscite cicloturistiche del Pedale Galbiatese, è quella all’incrocio semaforico di Largo Indipendenza al termine della salita da Pescate).

Anello 3: Antico Prestino

Altro che abbuffata! Riesco a mangiare sono qualche biscotto, un po’ di cioccolato, frutta secca e un po’ di the caldo. Riempio la borraccia con un integratore all’arancia, normalmente vado ad acqua e lo faccio solo per garantirmi qualcosa di zuccherato.

Smonto la borsa per essere più leggero, con le 3 tasche aggiuntive dello smanicato (una delle quali occupata dai manicotti) ne ho ben 5 riempite con i viveri, speriamo di riuscire prima o poi a consumarli.

Un po’ sconfortato riparto verso la fontanella già a ½notte ad aspettare i miei 2 soci. Arrivano puntuali e soddisfatti: Roberto si è mangiato un bel piatto di riso, Elio si è rifatto un’altra tazza di latte con una trentina di biscotti. Beati loro…

Scendiamo a Sala al Barro e puntiamo diretti per Parè e Onno. Dopo aver affrontato la salita per Valbrona facciamo una piccola variazione al percorso aggiungendo l’anello per Rezzago e Caglio prima di salire alla Colma di Sormano.

Arriviamo ai 1124 metri del passo verso le 2:30 della notte. Ci sono 13°C, temperatura di per sé accettabile, ma dopo pochi minuti di sosta anche con lo smanicato ben allacciato e i manicotti, il sudore mi si ghiaccia addosso.

Questo per me è il momento più difficile, dalla ripartenza a Galbiate fino a qua sono riuscito solo a bere qualche piccolo sorso di integratori consumando praticamente solo le poche calorie introdotte a casa.

Roberto invece è in piena forma: dopo essersi orticato le gambe nel raggiungere la location adatta per fare il bisogno grosso se ne esce con un bel “Adesso che mi sono svuotato mi è venuta quasi fame e mi faccio un bel panino!”

Lo guardo schifato come Bud Spencer guarda Terence Hill in “Altrimenti ci arrabbiamo” nella scena della sfida a birra e salsicce, quando quest’ultimo ordina un gelato alla vaniglia con molta panna per aiutare la digestione (link).

Ripartendo in discesa nel tratto iniziale della pineta cominciano a battermi i denti dal freddo e dulcis in fundo, non so come sia possibile, non riesco a tenere aperti gli occhi. Non ho sonno ma mi accorgo che per alcuni istanti mi si chiudono le palpebre. Lascio andare avanti Elio e Roberto proseguendo a velocità molto ridotta. Dentro di me penso, in modo per certi versi logico ma per altri assurdo, che se fossi passato fuori strada mi sarei fatto meno male andando piano. Non nego di essermi preso 2 o 3 spaventi vedendo all’improvviso davanti a me il guard rail avvicinarsi in piena traiettoria, comunque ce la faccio ad arrivare a Nesso indenne. Tardando ad arrivare, Elio mi chiede se avessi avuto qualche problema meccanico e gli spiego la situazione.

Sul lago la temperatura è più alta (il ciclocomputer mi segna 19°C) e tira una leggera aria a favore verso Bellagio. Mi accodo per ultimo, i colpi di sonno sono svaniti, mi preoccupa solo il non riuscire ad alimentarmi: come farò ad affrontare la prossima salita al SuperGhisallo?

Ed è qua che avviene la svolta di tutta questa avventura: nel passaggio a Lezzeno all’improvviso sento profumo di pane fresco. Con la coda dell’occhio sulla mia destra vedo le luci e la porta aperta del laboratorio di un panificio. Butto un urlo a Elio e Roberto, inchiodo la bici e faccio inversione.

Mi affaccio sulla soglia e trovo il panettiere con il suo garzone intenti a sfornare: “Uhè capo, non è che potrebbe darci qualcosa da mangiare?”

Un po’ increduli davanti a questa richiesta fatta alle 3:30 del mattino, con una gentilezza senza eguali ci preparano 3 panini al prosciutto e ci portano pure da bere.

Passiamo una ventina di minuti in compagnia a chiacchierare, per loro forse è un modo originale per passare la solitudine del lavoro notturno. Si scusano addirittura che non ci possono dare focaccia e brioches perché le devono infornare un’ora più tardi.

La cosa per me incredibile è l’essere riuscito a mangiare l’intero panozzo, cosa che fino a pochi minuti prima avrei ritenuto impossibile.

Prima di ripartire cerchiamo in tutti i modi di pagare il dovuto ma niente da fare… oggi offre l’Antico Prestino.

Ricaricato e su di morale raggiungiamo Bellagio per scalare la salita che ci porta a Piano Rancio: quando arriviamo in cima è già chiaro e ne approfitto per mandare un messaggio di auguri a mia sorella che oggi compie gli anni.

Scendiamo a Magreglio e a Barni passando dalla vecchia strada, poi risaliamo al Ristorante La Madonnina.

Ormai il sole è già sorto, il tepore del mattino mi da nuove energie, mi sento rinato.

Scendiamo da Crezzo verso Lasnigo, poi giù verso Asso, Canzo e il Segrino. Cominciamo a incrociare anche i primi ciclisti: pensionati partiti presto per un giro lungo o per pedalare al fresco, oppure gente che si allena prima di andare al lavoro. Quando ci incrociano penso se mai possano immaginare che è un giorno intero che stiamo pedalando, che per noi non sono i primi km e che non stiamo scaldando le gambe, ma che siamo quasi al termine della nostra impresa.

A Cesana Brianza decidiamo di fermarci per l’ultima colazione al bar. Ho perfettamente recuperato dalla crisi della notte, potrei anche saltarla. Mi gusto il mio cappuzzo e briozz, non contento faccio fuori tutte le bustine monodose di miele (5) più altre di zucchero. Verranno buone per il finale scoppiettante!

Infatti quando arriviamo a Oggiono saliamo a Ello per mettere in cascina ancora metri di altimetria, come detto all’inizio ci è rimasto nell’inconscio il numero 9999.

Arrivati in cima guardo i miei 2 soci e gli faccio: “Se facciamo le cose, le dobbiamo fare bene: ALPINO!”

Parte una risata generale ma nessuno dei 3 scherza, alleggeriamo i rapporti e su fino a Villa Vergano. Dopo una deviazione per la frazione di Vergano (altro strappo di quasi un km) finalmente ci buttiamo in discesa verso Galbiate.

Ci fermiamo al distributore a salutare nuovamente Ornella che mi prende in giro facendomi notare che rispetto a ieri ho la faccia più tirata. Ripartiamo subito per Monte Barro per chiudere l’Everesting, ormai non sentiamo più la fatica e non vediamo l’ora di salvare la traccia e fare l’ultima foto ricordo.

Epilogo

Raggiunto l’Eremo di Monte Barro scendiamo al piazzale Alpini per concludere veramente questa incredibile avventura fermando la registrazione del GPS.

La traccia va poi inviata al sito everesting.cc per essere approvata, dopo di che finalmente si entra nella Hall of Fame. Se volete potete digitare i nostri nomi, otterrete le informazioni sui brevetti ottenuti, come nella immagine sottostante:

Successivamente si può richiedere l’omologazione anche a livello nazionale sul sito Everesting Italy.

Come ultima immagine ecco la schermata del mio fido Wahoo, ha lavorato ininterrottamente per quasi 28 h richiedendo solo una carica con la power bank che avevo al seguito (i fighi la chiamano così, per un brianzolo è una semplice batteria).

Grazie per il tempo che avete dedicato alla lettura di questo “povero” articolo.

Uscita sociale a Bergamo Alta

Domenica 17 Ottobre 2021, 3ª domenica del mese e quindi Festa del Paese, finalmente abbiamo potuto riproporre l’uscita sociale di fine stagione seguita dal tradizionale rinfresco al Circolino di Rossa. Dopo la pausa forzosa nel 2020 a causa della situazione pandemica, un altro piccolo segno di ritorno alla normalità. Abbiamo scelto come meta Bergamo Alta e come al solito abbiamo dato sfoggio del nostro alto senso civico e del rispetto delle regole…

Gare a nastro

Finale di stagione bello carico per gli atleti del Pedale impegnati su più fronti tra l’ultimo weekend di settembre e il primo di ottobre .

Domenica 26 Settembre 2021

GF 9 Colli

Marco Ferrario e Riccardo Tanzi hanno corso la GF 9 Colli.

Elbaman

Ben tre atleti del Pedale si sono cimentati in uno degli appuntamenti più noti nel panorama del Triathlon internazionale. Marco Bonacina e Piero Colombo nella frazione in bici della formula a staffetta.

Il giorno della gara è stato caratterizzato dal cattivo tempo che ha reso il percorso particolarmente pericoloso. Marco è scivolato ben 2 volte. Per Piero invece prestazione straordinaria conclusa al 2° posto dopo essere stato a lungo primo. Anche dopo la frazione “running” la sua squadra ha mantenuto il 2° posto assoluto tra le staffette.

Invece Pietro Spreafico ha portato a termine l’intera prova dell’Ironman.

Sabato 2 Ottobre 2021

Cronometro Tre Valli Varesine Eolo

Ermes Micheli ha partecipato alla sua prima cronometro, scegliendo una delle più difficili: percorso di 22 km abbastanza ondulato con la partecipazione dei più forti atleti Master a livello europeo. Per lui risultato di assoluto rilievo con il 40° posto generale a quasi 40 km/h di media.

Eroica

Il Presidente Danilo Crotta insieme a Luca Bortesi e al neoiscritto Giuseppe Beccalli hanno corso l’Eroica senza saltare un ristoro! Insomma, con il giusto spirito che la manifestazione richiede.